Think About – Il coraggio dei piccoli

L’appuntamento ai Saloni di Milano è una di quelle cose che segno a calendario con un anno di anticipo. Per un designer è come il paese dei balocchi: si respira design nell’aria, è una sorta di siero rigenerativo, sopratutto per un non-milanese come me.

Come al solito ho approcciato la fiera partendo dai “must go” più noti, quelli che trainano l’evento e che lavorano con i designer più grandi. Stelle al buio circondate da una standardizzazione formale, un “vorrei ma non posso” di chi cerca la strada su sentieri già battuti.

Quest’anno però iniziano a scorgersi con prepotenza (positiva) dei brand che negli anni hanno costruito qualcosa con i giovani, con idee fresche, non banali, che stanno creando una nuova ala di ex promesse ormai diventate conferme. Mi vengono in mente brand come Atipico, Miniforms e altri, anche al Fuorisalone, che hanno creduto nei disegni di giovani talenti che, passo dopo passo, stanno dimostrando di essere all’altezza dei più noti.

E’ questa la chiave per un design di successo: la sinergia. Sinergia con il designer, con il reparto produttivo e con l’amministrazione. Un team che condivide sogni e passioni, che con il duro lavoro e la qualità realizzativa riesce a tagliare traguardi ambiziosi e non scontati.

L’entuasiamo e la voglia di fare, uniti alla capacità, sono cose che non si possono comprare, non hanno un prezzo. E’ la voglia di battere nuove strade insieme che può creare quel feeling che, come ha dimostrato la design week negli anni, fa la differenza sulle lunghe distanze.